BIOGRAFIA C'erano una volta Ka e Dani, due ragazzi che facevano rock nella cantina di un locale vicino Legnano. E c'erano, un'altra volta, Ste e Pedro, che suonavano grunge con il loro gruppo. Un giorno, i quattro si conoscono (tramite la scuola e l'Accademia di Musica) e decidono che amici, ragazze e tutto il resto passa in secondo piano. Decidono di fare musica sul serio. E decidono di fare punk. Era il 10 Maggio del 2000. Così nascevano i Finley.
Michael Finley è un giocatore del basket Nba, Dallas, ma i quattro non sono cestisti convinti: la scelta, spiegano, è dovuta alla musicalità del nome.
I Finley iniziano la loro gavetta come mille altri gruppi della scena giovane italiana: concerti, esibizioni, feste, ogni palco è buono per loro all'inizio.E sul palco sfornano un pop punk travolgente, capace di far battere il piede al primo ascolto.
''Abbiamo iniziato come tanti '' spiega Carmine ''suonando Basket Case dei Green Day. Poi basta cover e ci abbiamo messo del nostro!''.
''Scriviamo i pezzi a otto mani '' racconta Dani, il batterista:''A volte uno di noi sforna tutto, musica e parole, altre volte lavoriamo insieme, a casa, dove capita, anche a lezione all'università…''.
I quattro sono venuti a pane, punk e rock, ascoltando e riascoltando e ''digerendo'' tutta la scena punk californiana, dai Green day ai Blink 182, ma anche gruppi come NoFx, Rufio, Yellowcard…
Insomma, almeno all'inizio nella band c'erano due anime:quella punk e quella hardcore. Poi, il lavoro in studio (o meglio in cantina) e dal vivo (più di trenta esibizioni) li porta a battezzare il loro genere. E il singolo '' Tutto è possibile '', che nasce dalla versione inglese del brano(''Make up your own mind'') è uno dei primi sfornati dalla band di Legnano: ''Adesso la nostra musica è un pop punk, un punk più pulito e ordinato '' spiega Pedro, il cantante. ''Comunque anche se molti diranno che è musica commerciale, il nostro non è un compromesso, è una precisa scelta musicale''.
E la dura lezione del punk degli anni 70?
''e' rimasta quella carica e quell'energia, non certo la rottura politica e sociale'' spiega ancora Ste, il bassista. ''Ma il nostro bagaglio è quello, e senza quella scena noi non esisteremmo''.
Le canzoni dei Finley parlano di vita vissuta, di storie quotidiane di ragazzi, dell'incontro tra due ragazzi (''Ray of light''), ma anche delle false promesse (''Dollars and cars'') e, come in ''Tutto è possibile'', un inno potente e gioioso all'individualità e all'anticonformismo, del non farti etichettare e di vivere la vita a modo tuo.
Questa è la lezione del punk targato Finley.
Inglese o Italiano? I Finley cantano alcune canzoni in inglese, altre in italiano.
''Non c'è nessuna forzatura-spiega Pedro- a volte il brano nasce in italiano, altre volte in inglese''
Quattro ragazzi. Giovani. Belli. Sono una boy band?
''si, siamo una boy band, ma che suona!'' afferma Ka. Insomma, nessuna costruzione a tavolino, nessun balletto provato nei camerini, nessun discografico a spiegare cosa devono e cosa non devono fare. I Finley sono pura energia musicale.
Ascoltare per credere!
W i Finley!! Mitici!!!
LINE UP - Carmine detto Ka, 20 anni chitarra. Studia Scienze Politiche. Ama disegnare, odia il raffreddore.
Danilo, Dani, 20 anni, batteria, studia Giurisprudenza. Ama l'abbigliamento skater, odia la matematica.
Marco, detto Pedro, 20 anni, voce, studia Psicologia. Ama Tim Burton, odia la sveglia.
Stefano, Ste, 20 anni, bassista, studia Comunicazione. Ama lo snowboard, odia l'arbitro Moreno.
Ho delle cose in comune con i componenti dei Finley..